Giovanni Ficarra

Associazione B&B Taormina: il presidente Ficarra chiede audizione all’Ars per rimodulare il periodo di chiusura

«Rimodulare il periodo di chiusura dei Bed and breakfast durante tutto l’arco dell’anno per consentire a chi vuole lavorare anche d’inverno di poterlo fare contribuendo a tenere vivo il turismo nel periodo di bassa stagione». Il presidente dell’Associazione B&B e Case d’Epoca Città di Taormina, Giovanni Ficarra, ha chiesto di essere ascoltato in Quarta Commissione all’Assemblea Regionale a Palermo per una proposta di legge, avanzata proprio dal sodalizio taorminese, che sollecita una rivisitazione della normativa che attualmente disciplina il periodo di chiusura delle strutture ad “accoglienza familiare” ed, in particolare, per quanto concerne la problematica dell’obbligo dei 90 giorni di interruzione dell’attività nel corso dell’anno.

No alla chiusura continuativa di 90 giorni. «Va premesso – spiega Ficarra – che in Sicilia, Regione a Statuto speciale, non c’è il vincolo dei 90 giorni ad oggi. Esiste tuttavia in Quarta Commissione, Turismo, a Palermo una mia richiesta come presidente dell’Associazione nella quale chiedo che i 90 giorni vengano spezzettati in modo discontinuo nell’arco dell’anno e non in termini continuativi, il che evidentemente penalizza la categoria nel periodo invernale. Aprire un albergo ha dei costi alti nel periodo invernale, mentre noi possiamo dare un apporto significativo al turismo anche in quel periodo di bassa stagione». La Sicilia più di ogni altra regione vive di turismo e dovrebbe sollecitare una rivisitazione della normativa in ambito nazionale. Già lo scorso anno una sentenza del TAR del Lazio aveva stabilito che “l’autorità pubblica non può limitare l’esercizio di una attività di B&B e costringere il comparto extra-alberghiero di B&B e case vacanza a chiudere o trasformarsi in attività imprenditoriale”.

No alla riduzione delle camere da locare. «La legge ha stabilito, a suo tempo, che i B&B possano locare al massimo 5 stanze con 20 posti letto e adesso, addirittura, si vorrebbe ridurre tale condizione a sole 3 camere. Ciò vorrebbe dire che, in virtù dei costi di gestione che hanno queste strutture, se ne decreterebbe di fatto la morte. Anche per questo motivo ho chiesto un’audizione urgente affinché venga fermata quella possibile riduzione e affinché, poi, come detto, i predetti 90 giorni vengano disposti in modo discontinuo. Abbiamo anche chiesto, su richiesta dei clienti, di poter consentire agli ospiti delle nostre strutture di fare colazione ai clienti nei bar e nelle pasticcerie che fanno prodotti tipici siciliani.

Richieste di adesione. «Al momento – conclude Ficarra – abbiamo una ottantina di associati e va evidenziato che proseguono le adesioni alla nostra associazione, e ci chiedono di potersi associare a noi anche da altre località siciliane. Abbiamo un ruolo centrale nella categoria in Sicilia, e le richieste arrivano da Messina, Catania e Ragusa. Abbiamo già fatto una serie di viaggi a Londra e stiamo cercando di collocare direttamente presso i tour operator le nostre strutture, il che consentirebbe ai nostri associati di risparmiare il 18% di costo di mediazione».

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